7) Schopenhauer. Sogno e realt.
A. Schopenhauer osserva che dopo che la realt si  rivelata
come rappresentazione del soggetto, diventa molto difficile
distinguerla dal sogno.
A. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione, I, 5
(vedi manuale pagina 126).
Noi abbiamo sogni; non  forse tutta la vita un sogno? - o pi
precisamente: esiste un criterio sicuro per distinguere sogno e
realt, fantasmi ed oggetti reali? - L'addurre la minor vivacit e
chiarezza dell'immagine sognata rispetto a quella reale non merita
alcuna considerazione; dato che nessuno ancora ha avuto presenti
contemporaneamente l'uno e l'altro per confrontarli, ma si poteva
confrontare soltanto il ricordo del sogno con la realt presente.
Kant risolve cos il problema: Il rapporto delle rappresentazioni
fra di loro secondo la legge della causalit distingue la vita dal
sogno. Ma anche nel sogno ciascun particolare dipende parimenti
in tutte le sue forme dal principio di ragione, e questo si rompe
soltanto fra la vita e il sogno e fra i singoli sogni. La risposta
di Kant potrebbe quindi essere formulata cos: il lungo sogno (la
vita) ha in s connessioni costanti secondo il principio di
ragione, ma non le ha coi sogni brevi; sebbene ciascuno di questi
abbia in s la stessa connessione: fra questi e quello  adunque
rotto il ponte, e in base a ci si distinguono tra loro.
[...] L'unico criterio sicuro per distinguere il sogno dalla
realt  in effetti quello affatto empirico del risveglio, col
quale in verit il nesso causale fra le circostanze sognate e
quelle della vita cosciente viene espressamente e sensibilmente
rotto.
[...] Calderon infine era preso cos profondamente da questo
pensiero, che cerc di esprimerlo in un dramma, che in un certo
modo  metafisico: La vita  sogno.
Dopo tutti questi passi di poeti sar concesso anche a me di
esprimermi con una similitudine. La vita e il sogno sono le pagine
di uno stesso libro. La lettura continuata si chiama la vita
reale. Ma quando l'ora abituale della lettura (il giorno) 
terminata e giunge il tempo del riposo, allora noi spesso
seguitiamo ancora pigramente, senza ordine e connessione, a
sfogliare ora qua ora l una pagina: ora  una pagina gi letta,
ora una ancora sconosciuta, ma sempre dello stesso libro. Una
pagina letta cos isolatamente  invero senza connessione con la
lettura ordinata: tuttavia non rimane molto indietro a questa, se
si pensa che anche il complesso della lettura ordinata comincia e
finisce parimenti all'improvviso, e si deve quindi considerare
solo come un'unica pagina pi lunga.
Anche se, dunque, i singoli sogni sono distinti dalla vita reale
in quanto non entrano in quella connessione dell'esperienza, che
costantemente continua per tutta la vita; anche se il risveglio
rivela questa differenza; tuttavia  proprio quella connessione
dell'esperienza che gi appartiene, come sua forma, alla vita
reale ed il sogno stesso mostra anch'esso una connessione, che si
trova a sua volta in se stesso. Se, dunque, per giudicare
scegliamo un punto di riferimento esterno ad entrambi, non
troviamo nella loro essenza nessuna distinzione precisa e siamo
cos costretti a concedere ai poeti che la vita  un lungo sogno.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagine 620-622.
